
Correvano un tempo giovani novizi,
assetati di gran conoscenza,
tra le tue mura materne, oh Lindisfarne.
Monaci conservavano, in scriptorio,
sapienza e passato ai posteri,
ora laboraque.
Vegliava il Cellerario, l'Elemosiniere
salvava povere creature di Dio.
Il fratello Infermiere curava
le offese gabbie dell'anima.
Giardiniere e Speziale,
lodavano Dio l’un l’altro,
terrose le mani, ma grati.
Officiante era l’abate nel coro
quando giunse fuoco desolante,
feroci predoni del Nord.
Tramontate son le tue ore,
oh Lindisfarne gloriosa,
ma ciò che rimane, antiche spoglie,
odora di eterno.
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