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Sento la tua voce, docile
cantare, alba uggiosa.
Risveglia moti arcani
nell’animo ancor lasso.
Scruto la foschia, foriera
di oscuri e grevi presagi.
"Attento alla bruma",
diceva antico vate,
“cela cose che gli stessi dèi
non osano osservare!”
Pensiero funesto… ecco apparire,
grigio destriero, lacero manto,
lesto cavaliere a briglia sciolta.
Urla nel vento, ladro di suoni,
nulla s’ode, invano m’impegno.
Dalla nebbia, come guidato,
soggiunge funereo strale.
Ferito tu corri, sventurato,
verso incerta salvezza…
Gemelli del primo l’aere
oscuran, mordendo le carni,
coprendoti, istrice mutato,
di fiumi rossi, che rubano
forza vitale all’anima muta.
Cadi, sconfitto, urlando a noi
il tuo ultimo respiro:
“Attenti alla bruma…”Condividi
Correvano un tempo giovani novizi,
assetati di gran conoscenza,
tra le tue mura materne, oh Lindisfarne.
Monaci conservavano, in scriptorio,
sapienza e passato ai posteri,
ora laboraque.
Vegliava il Cellerario, l'Elemosiniere
salvava povere creature di Dio.
Il fratello Infermiere curava
le offese gabbie dell'anima.
Giardiniere e Speziale,
lodavano Dio l’un l’altro,
terrose le mani, ma grati.
Officiante era l’abate nel coro
quando giunse fuoco desolante,
feroci predoni del Nord.
Tramontate son le tue ore,
oh Lindisfarne gloriosa,
ma ciò che rimane, antiche spoglie,
odora di eterno.Condividi
Freddo ti circonda,
gelido abbraccio,
il mare ondoso.
Sperone di roccia,
scoglio possente,
ti sorregge e tiene.
Guidi i marinai,
imparziale sentinella,
guardiano del faro.
Solitario tra tutti
accetti privazioni
con fare sicuro.
Lontano da coste
di pietra vestite
tieni chi percorre
del mare le strade.
Inni ti cantino,
tenendoti in mente,
ovunque nel mondo,
i viandanti del mare.Condividi
Silenzio di tomba
avvolge le mie membra.
La notte incombe,
foriera di cosa?
Sogni od incubi?
Requie non trovo
nel freddo lenzuolo,
che mi copre.
Luce non vedo,
che guidi i passi.
Brezza non sento,
che sfiori la pelle.
Fiori appassiti
profumano
la mia dimora.
Intonaco screpolato
riveste pareti crepate.
Versi decadenti
accompagnano
il lento spegnersi
del soffio vitale.Condividi
Disperso nei meandri
di ricordi spiraliformi
aggiungo me a me stesso.
Inseguo istanti
sopiti e scordati,
intuìti esistenti.
Trovandoli nego loro
il diritto di realtà,
rimembranze infauste.
L’Io che mi punta
in dentro alla mente,
spaventosa seduzione.
Indulgente come pochi
con me stesso,
mi perdo in me,
in dolce contemplazione.Condividi